Comunicazioni Ufficio Catechistico Diocesano

Relazione riassuntiva della presentazione dell’attività catechistica diocesana, trasmessa all’ufficio catechistico nazionale, dopo l’incontro via web del 05 marzo 2021

Relazione riassuntiva della presentazione dell’attività catechistica diocesana, trasmessa all’ufficio catechistico nazionale, dopo l’incontro via web del 05 marzo 2021

 

Il nostro Ufficio Catechistico Diocesano si inserisce in una lunga tradizione di formazione cristiana e teologica e di partecipazione ai percorsi nazionali. Attualmente, la conduzione e l’animazione dell’Ufficio sono affidati ad un’equipe formata da 7 membri coordinati dalla segretaria del consiglio pastorale diocesano, con la guida dell’Arcivescovo.

L’ufficio si occupa di animare e sostenere l’opera di evangelizzazione della Chiesa diocesana con alcune tappe strutturate: convegno diocesano annuale, aperto a tutti, due assemblee diocesane di verifica, riservate agli operatori pastorali, la scuola di formazione teologica, aperta a tutti e, in particolare, ai catechisti e agli animatori pastorali, incontro di spiritualità annuale, riservato ai catechisti, supporto personale o di sussidi alle parrocchie che ne fanno richiesta.

Il piano pastorale ha come tema di riflessione e di proposta operativa i sacramenti dell’iniziazione cristiana, giungendo, dopo sei anni, al terzo sacramento dell’iniziazione. Proprio in questo cammino sui sacramenti è apparsa inadeguata la struttura catechistica parrocchiale; la crisi pandemica ha messo a nudo queste difficoltà, per cui il ritorno al passato non sarà più possibile. Il nostro ufficio ha tentato di fare una riflessione sapienziale per capire come aiutare le comunità parrocchiali, che in questa fase hanno chiesto aiuto, ma sempre a partire da “quello che si faceva prima”. La riflessione sapienziale stimola la creatività, considerando il vissuto con uno slancio profetico. Perciò presentiamo tre riflessioni:

 

  1. Liberare la catechesi dall’assillo e dall’ansia della prestazione sacramentale, spostando, invece, l’attenzione sulla trasmissione della fede da parte della Chiesa, nelle sue articolazioni: diocesana, parrocchiale e familiare.

 

  1. Da qui scaturisce una riflessione su come vivere questo atto di trasmissione. Esso, ponendo al centro la Parola di Dio, richiede che la comunità abbia una Lingua Madre, che ci è data dalla tradizione e dall’esperienza di trasmissione della Chiesa Italiana. Questa Lingua Madre aiuta ad annunziare nella Verità la Parola e a non banalizzarla; essa è costituita dalla liturgia, dalla dottrina, intesa come didachè, e dalle scelte concrete per vivere il comandamento dell’Amore.

Sarà proprio compito della lingua madre individuare i linguaggi nuovi che aiutano alla trasmissione e la arricchiscono, contribuendo a quel meraviglioso deposito di trasmissione e comprensione della fede. Questa ricchezza aiuta a vincere lo smarrimento del tempo presente e stimola verso un futuro che, per il rispetto degli anelli di trasmissione, non elimina di vivere il presente. Il tempo di pandemia ci obbliga a vivere il presente, in cui si coltiva la speranza per ciò che verrà.

 

  1. Nell’atto di trasmissione hanno un ruolo da protagonista le famiglie, a partire dall’unità di coppia.

Spesso sono state utilizzate solo come coreografia e oggetto passivo di formazione, mentre oggi si fa sempre più urgente che siano i genitori i primi trasmettitori della fede, non come supplenza, ma come soggetti primari. Se nei confronti della scuola si può parlare di delega formativa, oggi recuperata come alleanza educativa, nei confronti della Chiesa è ancora di più: è comunione ecclesiale, per trasmettere la fede.

 

Ringraziamo per l’attenzione rivolta alla nostra realtà diocesana. E’ una ricaduta a cascata della vicinanza al popolo di Dio: dal centro alle periferie nella grande prospettiva della circolarità ecclesiale.

 

Sant’Angelo dei Lombardi 11 MARZO 2021

 

 

L’arcivescovo e l’equipe diocesana